Stefano Sorrentino sta seguendo il Mondiale 2026 negli Stati Uniti come opinionista e commentatore per la Rai.
L'ex portiere di Chievo, Palermo e Torino ha avuto anche l'occasione di ritrovare Cristiano Ronaldo, incrociato nuovamente dopo gli anni della Serie A, quando affrontò il fuoriclasse portoghese con la maglia della Juventus, riuscendo anche a parargli un rigore.
In questa intervista a Flashscore, Sorrentino traccia un bilancio del torneo, indica la sua favorita per il titolo e racconta le emozioni del nuovo incontro con CR7.
"Il Mondiale mi sta piacendo molto, la Francia è la più forte del torneo"
Domanda: Stefano, partiamo dal tuo giudizio su questo Mondiale. Ti è piaciuto finora?
Risposta:Sì, mi è piaciuto molto. Gli stadi sono spettacolari, purtroppo noi siamo cinquant'anni indietro da questo punto di vista. Anche la qualità delle partite, secondo me, è stata buona. È chiaro che i grandi campioni fanno ancora la differenza e spostano gli equilibri: Messi, Ronaldo, Modric, giocatori straordinari per i quali questo potrebbe essere l'ultimo Mondiale. Però dietro di loro ci sono tanti giovani molto interessanti, da Lamine Yamal a Mbappé e molti altri, che rappresentano il futuro di questo sport.
Quale squadra ti ha impressionato di più?
Ho avuto la fortuna di commentare la Francia e mi ha entusiasmato davvero. Secondo me è la squadra più forte del torneo. Ha una rosa talmente profonda che, anche lasciando a casa questi 26 giocatori e convocandone altri 26, sarebbe comunque competitiva. Ha una qualità incredibile, gestisce le partite quasi come vuole. Contro il Paraguay ha faticato un po', ma alla fine i valori vengono fuori. Credo che la Francia sia una delle probabili finaliste.
Poi ci sono Brasile, Argentina, Spagna e, come sempre, qualche sorpresa che può mettere paura alle grandi. Ma per me la Francia è un gradino sopra tutte.
Quale potrebbe essere la sorpresa del Mondiale?
Mi piace molto la Colombia: gioca bene, è veloce. Sono curioso anche di vedere gli Stati Uniti: hanno entusiasmo, giocano in casa e hanno giocatori interessanti come Pulisic e McKennie. Possono fare bene.
Tra le possibili sorprese mi piacerebbe vedere andare avanti anche il Belgio di Rudi Garcia. L'ho commentato l'altro giorno e mi sembra una squadra interessante, con un buon mix tra giocatori esperti e giovani. Secondo me non ha ancora mostrato tutto il suo valore.
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La storia di Vozinha e il saluto a CR7
Da portiere, cosa pensi della storia di Vozinha?
È una storia da film. Dovrebbero davvero girarci un film sopra. Come lui ci sono anche altri giocatori che stanno facendo la differenza, ma la sua è una favola particolare.
Al di là dei follower e della popolarità improvvisa, mi è piaciuto molto come portiere: attento, moderno, bravo con i piedi, con personalità. Peccato che abbia quarant'anni, ma è una di quelle storie che meritano di essere raccontate e mostrate soprattutto ai più giovani.
Hai seguito la conferenza stampa di Cristiano Ronaldo. A molti è sembrata quasi un commiato, come dei titoli di coda. Che impressione ti ha fatto?
Credo che anche lui sappia che questo potrebbe essere, quasi certamente, il suo ultimo Mondiale. È normale che ci sia un po' di nostalgia. Anche se parliamo di uno dei migliori giocatori al mondo, uno che ha vinto tutto, quando ti guardi indietro un po' di malinconia arriva sempre.
Io però l'ho visto sereno, rilassato, molto disponibile e cordiale. È stata una conferenza stampa molto bella, una delle più belle.
Alla fine lo hai salutato. Gli hai ricordato il rigore parato?
No, assolutamente. Ci siamo solo salutati. Mi ha chiesto come stavo, gli ho fatto l'in bocca al lupo per la partita e sono stato davvero felice di rivederlo dopo tanti anni.
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